Gioia Orfei
acrobata equestre

Data pubblicazione intervista:

07/04/2010

Il suo percorso di donna e artista. Cosa la distingue dai suoi colleghi uomini?

La donna nel circo è importantissima, sia perché è più esile ed agile e quindi ottima acrobata, sia perché gestisce la famiglia, i figli, è sempre in movimento e ha anche tutte le questioni spicciole da risolvere. Si fa una vita pazzesca, frenetica, in cui la donna ha un ruolo di grande responsabilità. Io sono molto fortunata, mio papà Nando e mia mamma Anita mi hanno educato all’autonomia, a me e ai mie fratelli hanno fatto prendere le patenti maggiorate, guidiamo i tir, scarichiamo e puliamo gli animali; io sono molto indipendente, se devo partire con un mezzo pesante ed attraversare l’Italia non mi spavento.

Il suo percorso di donna e artista. Cosa la distingue dai suoi colleghi uomini?


La donna nel circo è importantissima, sia perché è più esile ed agile e quindi ottima acrobata, sia perché gestisce la famiglia, i figli, è sempre in movimento e ha anche tutte le questioni spicciole da risolvere. Si fa una vita pazzesca, frenetica, in cui la donna ha un ruolo di grande responsabilità. Io sono molto fortunata, mio papà Nando e mia mamma Anita mi hanno educato all’autonomia, a me e ai mie fratelli hanno fatto prendere le patenti maggiorate, guidiamo i tir, scarichiamo e puliamo gli animali; io sono molto indipendente, se devo partire con un mezzo pesante ed attraversare l’Italia non mi spavento.

Racconti, se si è verificato, un episodio determinante per la sua scelta professionale.


La mia specialità sono i numeri acrobatici con i cavalli, anche se ho imparato parecchio altro, ad esempio giocoleria con i piedi, perché facciamo di tutto con l’obiettivo costante di migliorarci. Non ricordo episodi particolari, però mia mamma è stata una grandissima amazzone e ed io di conseguenza adoro gli animali, nelle mie prime fotografie a cavallo avevo due anni.

Quali tematiche privilegia e a cosa sta lavorando, oltre a girare con il tendone di Nando Orfei (per i dettagli sul tour si può consultare il sito http://www.nandorfei.com)?


Ho un progetto, creare un centro di equitazione in cui trasmettere le tecniche di dressage spagnolo per addestrare i cavalli, dove si sviluppi una tale sintonia che la linea sottile tra cavaliere e cavallo svanisca; non esiste niente del genere in Italia, penserei di collocarlo nell’Italia del centro-nord, per vivere a contatto con la natura.

Si parla tanto del nouveau cinque, quello senza animali, e ci sono compagnie come il Théâtre du Centaure di Marseille che allestiscono spettacoli in simbiosi con i cavalli: lei cosa ne pensa?


Il nuovo circo è una forma parallela ma il circo deve progredire e ben vengano formule diverse, dove si prediligono la ricerca musicale, l’uso del trapezio e si inserisce la recitazione. Ho frequentato parecchi maneggi e non ho trovato il feeling che ho riscontrato invece vedendo spettacoli equestri: si percepisce un amore vero ed una sorta di magia, lì c’è un contatto reale tra uomo e animale. Amo tutti i tipi di spettacolo, non cerco nulla in particolare ma mi capita di trovare il meraviglioso nel semplice.

Ha qualche consiglio da dare ad artiste emergenti?

I figli d’arte si dedicano all’arte quasi involontariamente. Per una ragazza che non ha mai avuto rapporti con l’arte è molto bello che si senta fortemente attratta, quindi deve studiare, prepararsi, coltivare quella ispirazione autentica ed intima; il mondo dello spettacolo è ostico e non bisogna abbattersi, ma sono convinta che la qualità paghi, magari con un po’ di fortuna, ma se ci credi davvero sei automaticamente proiettato sulla strada giusta.